Caritas in Veritate

Solo nella verità la carità risplende e può essere autenticamente vissuta. La verità è luce che dà senso e valore alla carità. Senza verità, la carità scivola nel sentimentalismo. L’amore diventa un guscio vuoto da riempire arbitrariamente. Nella verità la carità riflette la dimensione personale e nello stesso tempo pubblica della fede nel Dio biblico che è insieme “Agápe” e “Lógos”: Carità e Verità, Amore e Parola. Un Cristianesimo di carità senza verità può venire facilmente scambiato per una riserva di buoni sentimenti, utili per la convivenza sociale, ma marginali. In questo modo non ci sarebbe più un vero e proprio posto per Dio nel mondo. Senza la verità, la carità viene relegata in un ambito ristretto e privato di relazioni.

L’amore nella verità è una grande sfida per la Comunità Abramo in un mondo in progressiva e pervasiva globalizzazione. Solo con la carità, illuminata dalla luce della ragione e della fede, è possibile conseguire obiettivi di sviluppo dotati di una valenza più umana e umanizzante. La fedeltà all’uomo esige la fedeltà alla verità che, sola, è garanzia di libertà (Gv 8,32) e della possibilità di uno sviluppo umano integrale. La Comunità Abramo è impegnata ad annunciare che senza Dio l’uomo non sa dove andare e non riesce nemmeno a comprendere chi egli sia e come solo la parola del Signore Gesù Cristo ci rende consapevoli: “Senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5) e c’incoraggia: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20). La disponibilità verso Dio apre alla disponibilità verso i fratelli e verso una vita intesa come compito solidale e gioioso. Dio ci dà la forza di lottare e di soffrire per amore del bene comune perché Egli è 13 il nostro Tutto, la nostra speranza più grande. “Lo sviluppo”, come afferma Benedetto XVI, “ha bisogno di cristiani con le braccia alzate verso Dio nel gesto della preghiera, cristiani mossi dalla consapevolezza che l’amore pieno di verità non è da noi prodotto, ma ci viene donato”.
“La carità non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda” (12,9-10).